Collage 3: gli anni ’90 e duemila
parole e immagini
“Bagaglio per trasgressioni”: così fu concepita e intitolata da Nato Frascà un’opera – secondo le parole del suo autore – “che raccoglierà nel tempo: disegni, note, collaborazioni, saggi, interventi, contraddizioni, progetti, collages, deposizioni, appropriazioni, riappropriazioni, sentences, documenti […] dediche, tracciati, foto, assenze, inediti, palinsesti, musiche et alia”.
Ebbene, a vent’anni dalla scomparsa dell’artista, potremmo dire che ciò che costituisce il patrimonio dell’Archivio Nato Frascà possa essere considerato un “bagaglio per trasmissioni”: da mettere in ‘onda’ – ‘on line’, oggi – quale insieme di punti concreti del percorso tracciato in cinquant’anni di lavoro e, in esso, di vita.
Punti costituiti da “istanti”, colti nella loro flagranza (di scrittura, di riflessione, di immagine), che ogni giorno sono e saranno temporalmente sempre più distanti.
Ma, tra i due poli, emerge il nostro terzo: l’ “istanza”; la volontà, cioè, l’opportunità e la necessità, di studiare tutti quegli istanti custoditi (lascito che è un dono) da riprendere, esaminare con attitudine critica, preservandoli, condividendoli e al contempo assicurandoli al futuro.
Anni ’90 e duemila: immagini e parole.
Abbiamo voluto intitolare l’ultima sezione della Biografia del sito “Ritorni e riavvolgimenti”.
Temporalmente siamo:
… tra la mostra ‘di rientro’ all’attività espositiva del 2000 presso l’Associazione Il Tempo ritrovato e le esposizioni antologiche di Velletri del 2001 al Museo diocesano e alla Porta Napoletana e a Firenze nel 2004 alla Galleria Santo Ficara, con redazione di un catalogo-intervista, ideale continuazione di quello del 1975 Immagine ovvia e nuovo simbolo …
… tra il rientro da Amsterdam nel 1997 del modello dell’Ambiente prospettico polivalente, lasciato in deposito allo Stedelijk Museum nel 1975 e il degno posizionamento della Colonna Tiburtina, nata nel 1972 e rimasta da allora presso le Cave Poggi di Tivoli, presso la seicentesca Villa Morosini a Polesella (Rovigo) nel 2005.
Siamo, infine, al punto in cui eravamo partiti: l’opera del 2000 La notte di Niccodemo (… per spirito ed acqua) con cui si apre la prima pagina del nostro sito.
Altri “ritorni” e “riavvolgimenti”:
1998-1962 una mostra a Termoli delle opere dei sei componenti del Gruppo 1, con l’incontro a Roma alla presentazione del catalogo di tutti i protagonisti, oltre trent’anni dopo
1997 Porta di Labaro: una porta-soglia, che, nel tempo, segue il proprio autore. L’ “attraversamento” come luogo-cardine della attitudine e della volontà dello sperimentare
1994 Babilonia: già culla delle civiltà, nella barbarie dell’embargo. Un viaggio collettivo, traversante il deserto, fonte di esperienze da vivere senza riserve, ove l’estetica è etica. La partecipazione al Festival internazionale di Babilonia
1965/66 – 1996/97 l’esperienza didattica, dalla docenza di “Esercitazioni visive” al pionieristico Corso Superiore di Disegno Industriale a Roma della metà degli anni sessanta, alla cattedra di “Teoria della percezione e psicologia della forma” a Roma dalla metà dei settanta fino alla fine degli anni novanta. Didattica come possibilità di spingere gli allievi all’autointerrogazione, nella ricerca, nel proprio labirinto, del proprio segno, del proprio sé
1996 Pan Art: l’arte del pane e il pane dell’arte: antichi luoghi e sapori – nuove immagini e immaginazioni, nella dialettica tra “naturale” e “artificiale“, dove si muove il territorio artistico.

















